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Fiumicino, licenziamento per commesse Burberry. Il sindaco Montino interviene sulla tutela del lavoro

Venerdì la griffe londinese Burberry ha recapitato lettere di licenziamento alle dipendenti della boutique del Terminal

Una doccia fredda quella che ha raggiunto le dipendenti della boutique Burberry all’interno del Terminal dell’aeroporto di Fiumicino. I tagli al personale decisi dalla griffe londinese coinvolgono principalmente donne. Nove delle 20 dipendenti impegnati nei punti vendita dello scalo dovranno lasciare il loro posto di lavoro. La notizia, tra l’altro, è stata comunicata alle lavoratrici l’8 marzo.

Montino: "E' inaccettabile che non si pensi mai alla salvaguardia dei posti di lavoro"

“Una comunicazione assurda” l’aveva definita Francesco Iacovone di Cobas quella trasmessa da Burberry alle dipendenti. Una indignazione alla quale si associa anche il sindaco del comune di Fiumicino, Esterino Montino: “Venerdì scorso l'ennesimo annuncio di un licenziamento ai danni di alcune lavoratrici di Burberry. Una vera e propria beffa se si pensa che era pure l'8 marzo. La precarietà e l'instabilità stanno diventando la cifra della questione lavoro dentro lo scalo di Fiumicino. Ed è inaccettabile che non si pensi mai alla salvaguardia dei posti di lavoro”.

Il primo cittadino ha continuato: “Si ristrutturano terminal, si ripensano aree intere senza mai tenere in considerazione i destini dei lavoratori e delle lavoratrici. È ormai indispensabile ripensare al Leonardo Da Vinci come un bacino unico in modo che i lavoratori e le lavoratrici possano trovare nuove opportunità dentro lo stesso aeroporto quando le singole aziende riducono il personale”.

Un lavoro stabile, a garanzia di diritti

Montino, in una visione di insieme molto più ampia e non circoscritta esclusivamente ai fatti degli ultimi giorni ha aggiunto: “Questo approccio garantirebbe condizioni di lavoro dignitose per le persone trasformando la precarietà in mobilità e permettendo l'accesso alle garanzie che ogni persona che perde il lavoro dovrebbe avere”.

Inoltre: “L'attuale gestione, che non considera minimamente i costi sociali di una politica in cui le persone non hanno alcun peso – ha proseguito Montino - non solo genera veri e propri drammi familiari e personali, ma comporta anche oneri per le amministrazioni che non possono lasciare sole queste persone e se ne fanno carico, con i costi che questo comporta – concludendo - Prima di tutto un lavoro stabile, a garanzia di diritti”

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