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Un centro d'accoglienza a Isola Sacra: monta la protesta contro l'arrivo di 50 rifugiati

In via Giorgio Bombonati, una traversa di via Trincea delle Frasche ad Isola Sacra, una cooperativa ha vinto il bando per portare sul territorio circa 50 immigrati

Tensione alle stelle, nel comune di Fiumicino, per l'arrivo di 50 migranti uomini ospitati in un centro di accoglienza ad Isola Sacra, tra via Trincea delle Frasche e via Bombonati. E' lì che ha sede una palazzina che, da oggi, accoglierà i richiedenti asilo destinati a Fiumicino dal Prefetto di Roma. Si tratta di un gruppo di migranti salvati dalle acque nel Canale di Sicilia, in un blitz congiunto delle forze navali ed aeree di Eunavfor Med, la missione europea contro i trafficanti di esseri umani.

"Non è pervenuta all'Amministrazione comunale nessuna comunicazione circa il centro", aveva spiegato ieri il sindaco di Fiumicino Esterino Montino ricordando che un anno fa, alla richiesta da parte del Prefetto di indicare come Comune un luogo per l'istituzione del centro di accoglienza, Montino avesse comunicato che ciò non era possibile, visto che "ci sono sul nostro territorio altri centri che si aggiungono all'accoglienza di minori non accompagnati che arrivano dall'aeroporto Leonardo Da Vinci".

Fatto sta che oggi, all'Isola Sacra, i migranti sono arrivati. Il tutto grazie ad una legge nazionale e ad un bando vinto da una cooperativa che a sua volta ha avuto in gestione, da un privato, la palazzina di via Bombonati. Una situazione che, da giorni, sta generando una tensione sempre più difficile da contenere. 

Dopo la protesta di ieri, anche oggi i residenti sono scesi in strada mentre Polizia e Carabinieri controllavano la situazione. Qualche spintone, nessuna carica ma tanti cori, striscioni e fumogeni. Da registrare anche una dura contestazione nei confronti del sindaco Montino preso di mira dei cittadini: "Sei un venduto", grida qualcuno.

>>> IL VIDEO DELLA CONTESTAZIONE AL SINDACO <<<

Montino però non ci sta: "Ribadisco che ancora nessuna comunicazione ufficiale è arrivata al Comune dalla Prefettura sull'apertura del centro. Ritengo che non sia il giusto modo di procedere per attivare politiche di integrazione e accoglienza, ma anzi se il Comune fosse stato interpellato con tutta probabilità avrebbe dato un parere diverso sull'ubicazione".

"Il Comune di Fiumicino non riceverà e non impiegherà alcun soldo pubblico per questa struttura, ma che si tratta di fondi gestiti a livello nazionale ed europeo. - ha spiegato in una nota - Come Amministrazione comunale siamo consapevoli che in Italia c'è bisogno di politiche dell'accoglienza, ma queste possono essere meglio gestite e più efficaci se c'è una condivisione, soprattutto con i livelli istituzionali che gestiscono i territori".

"La decisone unilaterale della Prefettura ha creato un problema. Auspico più coinvolgimento quando si opera sui territori, tenendo anche presente che quello aperto oggi è il terzo centro di questo tipo nel Comune di Fiumicino: gli altri due, il Fontanile di Mezzaluna ed il Petronio, si trovano al nord del Comune. - ha sottolineato ancora Montino -  Però sono assolutamente inaccettabili e da condannare fermamente, non le opinioni diverse, che sono sempre legittime, ma il sistema di strumentalizzazione politica e anche nei confronti delle singole persone su problemi certamente difficili, che però chiamano in causa procedure e responsabilità ben precise". Il centro oggi si è aperto e l'Amministrazione comunale farà tutto il possibile per "adottare i provvedimenti necessari a mantenere un clima di sicurezza e tranquillità, anche mediante progetti di integrazione".

La rabbia dei 300 residenti dell'Isola Sacra, tuttavia, non si è placata. Il sit-in è infatti destinato a durare ancora. All'iniziativa hanno partecipato i consiglieri comunali di centrodestra Mauro Gonnelli, Federica Poggio e William De Vecchis pronti ad appoggiare la battaglia dei residenti: "Un anno fa, quando si iniziò a parlare di centro di accoglienza, presentammo una proposta unitaria per far uscire Fiumicino da questo tipo di situazione, bocciata dal Sindaco e dalla maggioranza. Gli stessi che oggi, a giochi fatti, recitano la parte".

"Qui non si tratta di essere razzisti ma al contrario essere realisti. Ogni anno spendiamo oltre 700mila euro per ospitare richiedenti asilo politico. Le nostre casse non possono sostenere il peso di un altro milione e mezzo a meno di tagliare i sostegni alle famiglie in difficoltà. Ipotesi questa che creerebbe tensioni sociali difficilmente sostenibili. - concludono in una nota - Faremo tutto ciò che è in nostro potere per far cambiare idea alle istituzioni ma chiediamo di non rovinare questa protesta pacifica con gesti inconsulti oggi o nei prossimi giorni".

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