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Coccia di Morto peggior spiaggia d'Italia. Male anche Capocotta

Questo il risultato di Beach Litter, una indagine di Legambiente che commenta: "Il Tevere riversa a Coccia di Morto e ci sono rifiuti di ogni genere. Anche a Capocotta c'è degrado in una delle spiagge più belle del Lazio"

Coccia di Morto a Fiumicino e Capocotta a Ostia. Sono queste le maglie nere delle spiagge italiane. E' quanto emerso dal dossier di Legambiente Beach Litter, la ricerca sui rifiuti presenti nelle spiagge italiane redatto in occasione di 'Spiagge e Fondali Puliti', la campagna di sensibilizzazione e volontariato che vedrà impegnati tanti attivisti del cigno verde nel prossimo fine settimana.

I DATI - La ricerca è stata realizzata con monitoraggi nel mese di maggio di 47 spiagge italiane tra le quali anche 5 spiagge nel Lazio. L'area complessiva considerata per i cinque campionamenti è pari a 7600 metri quadri (equivalente di 60 campi di beach volley) e sono stati rinvenuti 7068 rifiuti spiaggiati, il 21% di tutti quelli monitorati a livello nazionale e di questi circa il 94% ha dimensione inferiore a 25 centimetri. Sul totale dell'area indagata sono stati trovati una media di 1413 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia, dato più elevato del doppio di quello nazionale (media di 714 rifiuti ogni 100 metri).

LA PEGGIORE - La Spiaggia Coccia di Morto a Fiumicino è la spiaggia che registra il più alto numero di rifiuti a livello nazionale: oltre 5500 rifiuti in 100 metri. Su questo risultato influisce fortemente la presenza, a distanza di qualche chilometro, della foce del Tevere e delle correnti che fanno accumulare su questa spiaggia i rifiuti provenienti dal fiume e quindi dall’entroterra.

Dei rifiuti rinvenuti, il 67% è imputabile proprio alla cattiva depurazione, con la presenza di ben 3716 cotton fioc e diversi altri articoli (deodoranti per wc e blister), del totale dei rifiuti, il 97% è plastica.

IL TEVERE - "Il Tevere riversa nella spiaggia di Coccia di Morto rifiuti di ogni genere, è ora di prenderci cura sul serio del nostro fiume – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. La depurazione, non solo dai nitrati e fosfati disciolti in acqua, ma anche e soprattutto dalle micro-plastiche che evidentemente arrivano intatte fino al mare passando attraverso i depuratori, deve essere messa al centro del rilancio del Tevere stesso che può avvenire solo grazie a dinamiche come la creazione del Parco Interregionale Fluviale, di cui si parla da decenni e che ora la Regione deve urgentemente concretizzare. La qualità del nostro mare e delle spiagge del Lazio dipende soprattutto da ciò che viene trasportato da fiumi e canali alle foci ed i gestori dei servizi di depurazione devono rendere efficaci gli impianti, mettendo finalmente la qualità dei territori prima di qualsiasi dinamica economica, perché ciò che non viene fermato dai depuratori, e che prima ancora viene gettato colpevolmente nei water con una malsana abitudine, diventa mortale per le spiagge stesse".

AIUTO DALLA REGIONE - Il Consigliere delegato della Città Metropolitana di Roma Capitale e Presidente del Consiglio Comunale di Fiumicino, Michela Califano chiede aiuto alla Regione Lazio con una mozione: "Le iniziative che abbiamo messo in campo come Città Metropolitana, dal sistema di monitoraggio EarlyWarning al Pennello che intercetta i rifiuti nella zona di Capo due Rami, da sole non possono risolvere la situazione. L’aiuto della Regione diventa fondamentale. Pur non avendo carattere strettamente operativo il documento riveste grande importanza poiché la Città Metropolitana in prima persona prende una posizione netta in favore del Comune di Fiumicino". 

I RIFIUTI - L'83% dei cotton fioc trovati in tutt'Italia è stato contato nella sola spiaggia di Coccia di Morto con 3716 pezzi. Tra i rifiuti che arrivano in spiaggia tramite gli scarichi delle nostre case e, quindi, attraverso i corsi d’acqua e canali abbiamo blister di medicinali, assorbenti e deodoranti per wc e sono stati trovati in maniera copiosa anche nella spiaggia di Capocotta con il 33% di incidenza sul totale.

CAPOCOTTA ABBANDONATA - "Anche a Capocotta ci sono troppi rifiuti per una delle spiagge più belle del Lazio – conclude Scacchi -, dove da qualche mese non esistono più servizi di pulizia della sabbia e delle splendide dune che erano invece assicurati dai gestori dei servizi nei chioschi. Oggi i presidi a Capocotta non ci sono e non è più garantita pulizia, sicurezza, salvaguardia dell’ambiente dunale, la stagione che sta per cominciare può significare il ritorno ad un passato remoto, quando il luogo era privo di tutele e sinonimo di illegalità, sporcizia, devastazione. Per questo c'è bisogno di trovare un metodo di gestione per la prossima estate e avviare gli iter per i bandi di gestione futura, preservando così, al meglio, la bellezza della parte più pregiata della Riserva del Litorale Romano". 

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